Ricordo ancora quando nel lontano 1991 andai al cinema a vedere Terminator 2. Ero in compagnia di un mio compagno di classe, Pierluca Bordignon, un simpatico ragazzo romano “trapiantato” a Milano. Eravamo amici, entrambi avevamo la passione per il computer e la fantascienza e decidemmo di andare a vedere il film insieme. I trailer in TV mostravano scene con effetti speciali mai visti prima dove il malvagio T1000 si liquefaceva e assumeva sembianze di altre persone… come avrebbe fatto il povero Schwarzy, stavolta nel ruolo del buono, a cavarsela?
Il film mi coinvolse completamente… alcune scene sono tuttora scolpite nella mia mente in modo indelebile, come la battaglia iniziale tra robot nel futuro, l’inseguimento camion-moto, l’esplosione nucleare, il T1000 che sale dal pavimento a scacchi dell’ospedale oppure quando si ricompone dopo essere stato sbriciolato dall’azoto liquido. Era tutto estremamente emozionante e innovativo, quasi non credevo ai miei occhi. Io e il mio amico, tornando poi a casa, ogni due secondi ripetevamo “stupendo… non è possibile…”, insomma eravamo letteralmente in estasi e lo siamo rimasti per giorni! Il punto di forza del film secondo me è il mix formidabile tra effetti speciali, tematiche e atmosfera.
Il fatto che i protagonisti avessero la consapevolezza del destino del mondo in mezzo ad un’umanità del tutto ignara del futuro mi fece venire la pelle d’oca, forse perchè avrei voluto essere nei loro panni per sentirmi importante e fondamentale per il mondo come lo erano loro. Inoltre mi sono sempre piaciuti gli scenari apocalittici, dove si deve lottare e stringere i denti per sopravvivere!
Per me fu scioccante anche la tematica del destino. Il film mi mostrò che nonostante alle porte ci fosse una catastrofe, era comunque possibile combattere per evitarla e per costruire un futuro migliore, anche se gli ostacoli sembravano insormontabili. Quindi compresi l’enorme portata della fantascienza e quanto avrebbe potuto sempre emozionarmi: grazie ad essa si poteva inventare uno scenario e “spacciarlo” per reale, e da qui costruire una storia che toccasse temi importanti.
Sempre sul tema del destino mi fece riflettere il tema del viaggio nel passato con i conseguenti paradossi che questo inevitabilmente porta con sè. In Terminator 2, in particolare, è presente il cosiddetto paradosso di conoscenza (vedi a questo proposito il relativo link Wikipedia http://it.wikipedia.org/wiki/Viaggio_nel_tempo#Conoscenza): nel film scopriamo che la tecnologia per costruire Skynet e che sta alla base dei robot viene sviluppata copiando quella del braccio del primo robot terminator che viaggia nel passato e finisce stretto in una morsa. Il paradosso sta nel fatto che si genera conoscenza dal nulla che porta a precisi risultati, violando il principio secondo il quale la conoscenza può esistere solo come risultato di processi di risoluzione di problemi, quali l’evoluzione biologica e il pensiero umano.
Infine, da appassionato di computer e tecnologie, trovai interessante e curioso il rapporto tra il Terminator e il ragazzo. I due imparano ad avere fiducia l’uno nell’altro e grazie a questo rapporto il robot intuisce il significato della vita degli uomini (indimenticabile la scena in cui capisce perchè gli umani piangono). Il fatto che una macchina fosse autocosciente e che provasse anche delle emozioni fece sorgere in me mille domande: cosa ci avrebbero riservato la tecnologia e la robotica nel futuro? Le macchine avrebbero mai potuto ribellarsi ai loro creatori? L’abuso tecnologico avrebbe portato l’umanità all’estinzione?
E poi il finale… memorabile e tristissimo… dove Schwarzy si fa “terminare” per il futuro dell’umanità. John Connor piange, sua madre si trattiene a stento. Anch’io ci rimasi malissimo ma la mia tristezza scomparve quando sentii Sarah Connor pronunciare le ultime parole del film: «Il futuro, di nuovo ignoto, scorre verso di noi, e io lo affronto per la prima volta con un senso di speranza, perché se un robot, un Terminator, può capire il valore della vita umana, forse potremo capirlo anche noi». Un brivido lungo la mia schiena. E’ davvero tutto finito? L’umanità è salva?
Terminator 2 – Il giorno del Giudizio rimase in assoluto il mio film preferito. Poi arrivò The Matrix, ma questa è un’altra storia… anzi, un altro cinema!
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