La Pillola Rossa. L’illusione e la realtà.

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L’arte del Taijiquan: il segreto della vita e della Vita

Pubblicato da Stefano su Venerdì 18 Settembre 2009

logo_int143“Con le radici nei piedi, l’energia è lanciata dalle gambe, governata dalla vita e si manifesta nelle mani e nelle dita – dai piedi alle gambe alla vita – tutto unito in un solo impulso”

A settembre sono entrato nel mio decimo anno di pratica del Taijiquan (o Tai Chi Chuan, come preferite). Lo stile che seguo è lo Yang tradizionale ed è per me un percorso lento, intimo, costante e ricco di soddisfazioni. In questo breve post non vorrei parlare del Taijiquan in senso generale, ma condividere con voi alcune riflessioni che ho maturato durante il mio percorso, specialmente negli ultimi due anni, nei quali ho iniziato realmente a godere dei movimenti delle forme e a  percepire il flusso di energia nel mio corpo e in quello dell’opponente.

La citazione, tratta  dai “Classici del Tai Chi”, esprime una realtà con la quale tutti i praticanti di Taijiquan devono prima o poi confrontarsi. Mi sono soffermato molto ultimamente sul percorso corretto che l’energia deve seguire nel corpo, e da quando ho iniziato praticare governando il movimento tramite la vita, rendendo questa il centro e il fulcro, la qualità dei miei movimenti è letteralmente esplosa. Ho iniziato a sentirmi centrato, sferico, integrato. Ora ogni movimento acquista un senso profondo e le prospettive si spalancano: la meta non è più imparare i movimenti ma renderli vivi e pieni di energia.

Come sempre accade, impariamo qualcosa quando siamo pronti per riceverla. Sin dal primo giorno di lezione il mio maestro mi ha insegnato che il movimento nasce dal radicamento, che la vita lo governa e braccia e mani lo esprimono. Ma la realizzazione di un concetto è un processo che va maturato col tempo e con la pratica costante, finché tutto poi non diventa chiaro. Ora mi sento come se fossi di nuovo all’inizio ma con delle solide fondamenta su cui lavorare e costruire un edificio imponente. Sto imparando a fare attenzione a tutti i principi che governano lo stile (i cosiddetti dieci principi di Yang Cheng Fu) per poterli armonizzare e farli vivere nel movimento.

Perché nel titolo di questo post parlo anche della Vita? Perché il Taijiquan mi ha insegnato a cercare la libertà di espressione, l’armonia e a liberare la mente da tutte le infrastrutture che con gli anni mi sono creato. La mente può diventare un grande ostacolo, un impedimento, non ti permette di sentire e ascoltare. Quando i pensieri si fanno spazio con prepotenza l’energia scompare. E proprio attraverso il lavoro sull’energia vitale ho imparato a conoscere meglio le mie emozioni e quelle degli altri, a intuire quello che provano e a godere della loro compagnia. Ho trovato un modo per esprimere la mia interiorità e le mie emozioni e ho capito infine la cosa più importante: la Vita è una grande avventura e viverla con entusiasmo è percorrere il sentiero verso la realizzazione e la felicità.

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Il potere del Qigong: il caso di John Chang

Pubblicato da Stefano su Martedì 11 Settembre 2007

Il mio caro amico Alessandro, sapendo che pratico Taijiquan e Qigong, mi ha segnalato alcune settimane fa da Youtube un video molto particolare [http://it.youtube.com/watch?v=Aos0hnwiHt8] che vorrei condividere con voi:

Si tratta di un estratto da un documentario su John Chang, indonesiano di Java, agopuntore e maestro di Qigong. Gli autori del documentario, che fa parte della serie Ring Of Fire, sono i fratelli Lorne e Lawrence Blair, che presentarono Chang al mondo per la prima volta tramite lo pseudonimo Dinamo Jack. Su questo singolare e forse straordinario personaggio è stato scritto anche un libro dal titolo The Magus of Java da parte dell’ingegnere e artista marziale greco Kosta Danaos, che dopo aver incontrato Chang divenne suo discepolo.

Il filmato, se autentico, è discretamente sconvolgente. Grazie anche ad una particolare pratica meditativa quotidiana, John Chang riesce a trasmettere e manipolare il Qi a tal punto da provocare movimenti involontari al paziente, incenerire la carta e rendere il proprio addome rovente. Il video mostra inotre come un’equipe di scienziati abbia attentamente “monitorato” Chang al lavoro e abbia avuto la prova delle sue capacità.

Come sempre in questi casi si formano i partiti degli scettici e dei credenti (vedere commenti al filmato). Personalmente, dalla mia esperienza nella pratica delle discipline interne orientali, penso che le potenzialità mentali ed energetiche dell’essere umano siano infinite e che determinate persone che dedicano la vita a tali pratiche possano raggiungere livelli altissimi. Vi sono innumerevoli video e testimonianze sulla canalizzazione del Qi da parte dei maestri (cercate “qigong” su Youtube e potete rendervene conto), io stesso ho visto i monaci Shaolin dal vivo compiere azioni incredibili. Nel mio piccolo posso testimoniare che la pratica di discipline “interne” porta a sentire con chiarezza il flusso di energia nel corpo, mentre lo stadio avanzato che pochi riescono a raggiungere è saperlo muovere a piacimento e controllarlo.

Trovo che per farsi una corretta opinione in merito a tutto questo sia necessario conoscere la materia e che i casi eclatanti come questo vadano analizzati attentamente e soprattutto senza pregiudizi. Il mondo delle discipline orientali come lo Yoga e il Qigong (argomenti su cui tornerò spesso a scrivere) è affascinante e complesso. Trattiamolo col rispetto che merita.

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